Il dubbio è l'unico modo per imparare.
Cosa c'è da imparare quando si è convinto di sapere già tutto.
Il "dubito dunque sono" è la corretta traduzione di "cogito ergo sum" di cartesio e sono convinto che l'arte del dubitare sia la più funzionale delle pratiche della conoscenza, ma anche questa pratica ha un limite nella sua stessa natura, è di fatto un percorso meramente intellettuale. Intuisco che quando K. parla di "intelligenza" si riferisca a qualcosa di più alto, non semplicemente intelligibile, ma alla fine mi accorgo di restare sempre nel impero della mente...
Comunque tra il dubbio di essere (io uso il termine illuminato, ma alla fine è solo una parola, potrei dire cosciente o semplicemente Essere!) e quello di dover ancora "capire, vedere, illuminarmi, parole, parole, parole..." - Essere scelgo ovviamente la seconda possibilità, ovvero il Non Essere (ancora perlomeno!) perchè mi mette in una situazione molto più comoda, mi piace studiare, mi piace meditare, mi piace ascoltare e mi piace incontrare persone che hanno qualcosa da dirmi...
Teoricamente sarei felice... ma quel maledetto tarlo del dubbio mi tormenta ribaltando ancora una volta i miei ragionamenti: E se questa fosse solo pigrizia? Se scegliessi l'aproccio socratico del eterno-studente solo perchè è più comodo?
E così continuo a dubitare... E alla fine sto "solo" giocando al esistenza... Mi diverto un mondo al asilo, ma prima o poi dovrò anche crescere... o no?
Un grosso bacione a tutti e un big kiss a Reamon se ho imbroccato la lingua...